Ecco, ci siamo! Stiamo entrando in un piccolo museo che con le sue collezioni reali e virtuali riannoda i fili della storia e dell’archeologia di uno straordinario territorio, spezzati e diffusi nei musei del mondo.
Un’antichissima città falisca, Narce, dal nome misterioso, forse Thevnalthia, e i borghi medioevali con le loro suggestive rovine immerse nel paesaggio magico della Valle del Treja, sono i protagonisti del percorso museale, breve, ma intenso.
Sala di ingresso del MAVNA
La Mappa tattile del museo
La Mission del Museo
Furono i pionieri dell’archeologia ottocentesca a scoprire Narce ai margini meridionali del territorio dei Falisci, alleati degli Etruschi e spesso in lotta con i Romani. La natura ne ha condizionato lo sviluppo: tre nuclei abitati, arroccati e isolati da corsi d’acqua, e necropoli estese testimoniano l’esistenza di una società culturalmente avanzata e aperta ai contatti e agli stimoli esterni. E’ una lunga storia, che affonda le sue origini addirittura nel XV secolo a.C., fino a perdersi e poi a rinascere! E questa sala la racconta.
Sala l'alba di Narce
Tavolo interattivo con attività per bambini
Le rocce raccontano a grandi e piccini la storia dell’umanità
La memoria delle origini si perde nella notte dei tempi ma gli scavi antichi e recenti negli abitati ci restituiscono ancora frammenti di vita.
Questo vaso del Bronzo Finale (X sec. a.C.) testimonia l’esistenza di tombe a cremazione nei pressi degli abitati.
L’VIII sec. a.C. segna l’avvio di una nuova storia. Le donne sono figure eminenti della società, sepolte con i segni del rango tra cui gli strumenti per filare e tessere.
Ricostruzione moderna di un telaio verticale. La filatura e la tessitura erano attività proprie delle donne di rango in quanto signore della casa.
I vasi baccellati d’impasto, usciti da un’officina locale, imitano vasellame metallico di pregio proveniente dall’Oriente. Spesso si trovano in sepolture femminili di ceto elevato.
La vita di un popolo si riflette nelle abitudini domestiche e nei riti della morte, ma anche nelle forme della devozione verso gli dei. A Narce un santuario sul Treja ha restituito testimonianze uniche di un complesso sistema religioso: divinità femminili dalle molte identità accompagnano le fanciulle nelle diverse fasi della loro vita; Ercole segue la crescita dei fanciulli. Viene così garantita, grazie alla fertilità umana, la sopravvivenza della comunità fino al I secolo a.C. Poi su Narce scende il silenzio!
Sala la città e i suoi santuari
Riti suggestivi scandiscono il tempo del santuario delle Rote
La statuina di terracotta era parte del rito di fondazione del principale edificio del santuario: posta al centro del muro portante, era forse avvolta in un manto fermato dalla fibula di bronzo.
Dove guardate, mascherine? Verso il cielo? Verso le profondità della terra? Erano 300 le maschere di terracotta deposte in una grande fossa: la comunità si affidava agli dei tutti mentre i Romani avanzavano.
Simbolo dell’apertura del ventre materno, chiavi di ferro giacciono volutamente deposte in una fossa sacrificale, ultimo atto cerimoniale che segna l’abbandono dell’area sacra.
Un ultimo banchetto nell’ultima dimora: il corredo vascolare riflesso nel cristallo della vetrina evoca il viaggio verso l’aldilà.
Una dentro l’altra, le coppette a vernice rossa sono volutamente di dimensioni diverse, destinate ad essere unità di misura per offerte rituali nella tomba come nel santuario.
Il piccolo museo si affaccia sul mondo e fa “tornare a casa” virtualmente dai grandi musei americani ed europei oggetti e corredi di Narce scoperti alla fine del 1800: brevi video richiamano la loro storia non solo con una sequenza di immagini, ma con il racconto di ciò che quegli oggetti rappresentavano in antico e di ciò che ancora potevano narrare. Navigando liberamente, il visitatore sarà trascinato nello spazio e nel tempo dalla suggestione delle immagini sullo schermo e dalla musica che le accompagna.
Sala immersiva
La storia non si è fermata ai Falisci e ai Romani. Intorno a Narce, il medioevo spalanca le porte: torri, castelli, abitazioni rupestri affollano il territorio. Con un tocco lieve su uno schermo, il visitatore naviga alla scoperta di tracce sul terreno, pronto a cogliere la bellezza del paesaggio in cui i ruderi sono immersi. Anche Mazzano partecipa con la storia delle sue origini a questo percorso e reclama, con l’ultima vetrina, di avere contribuito alla nascita di una nuova coscienza civica con il suo piccolo grande museo.
Sala da Narce a Mazzano
L’uno vicino all’altro, vasi falsi e vasi senza provenienza sottolineano le molte facce del dramma dell’attività clandestina e delle ferite inferte a questo straordinario territorio.
Alla scoperta dei Castelli lungo la Valle del Treja